Concorsi a premio: verbale del notaio o della Camera di Commercio? Valgono uguale, ma non costano uguale
Aggiornato a ottobre 2026 – di Miriam Forte, Gruppo Miriam Forte Consulting
In breve. L’articolo 9 del DPR 430/2001 stabilisce che ogni fase di assegnazione dei premi di un concorso si svolga davanti a un garante della fede pubblica, con costi a carico dell’azienda promotrice. Il garante può essere un notaio oppure il funzionario della Camera di Commercio competente per territorio: per il Ministero i due verbali hanno lo stesso valore, indistintamente. Cambia il costo: il notaio redige un atto pubblico da iscrivere a repertorio e registrare, e un verbale può arrivare a 2.500 euro di spese notarili, invece la Camera di Commercio applica una tariffa pubblica, in molte province intorno ai 400 euro a intervento. Al funzionario camerale basta una delega semplice dell’azienda, senza procura notarile.
Quando serve il garante?
Il garante interviene almeno in due momenti, quindi ogni concorso richiede almeno due verbali.
Il primo è l’assegnazione dei premi: estrazioni, giurie, classifiche, fasi finali. Se il concorso ha più estrazioni, ogni estrazione ha il suo verbale. Nell’instant win il premio viene assegnato dal software nel momento in cui il consumatore partecipa, quindi il garante non assiste alla singola vincita: verifica a posteriori ciò che il sistema ha tracciato, sulla base della perizia tecnica, e certifica l’elenco dei vincitori (FAQ MIMIT n. 23 e 24).
Il secondo è la chiusura. Dopo la consegna dei premi, bisogna richiamare il notaio o il funzionario per il verbale di chiusura, che attesta la consegna e l’eventuale devoluzione dei premi non assegnati alle ONLUS.
Più fasi ha il concorso, più verbali servono. Con il notaio il costo cresce a ogni verbale; con la Camera di Commercio molto meno, perché diverse Camere includono la chiusura nella tariffa o applicano importi ridotti ai verbali successivi.
Perché il verbale del notaio costa di più?
Perché è un atto pubblico. Il Consiglio Nazionale del Notariato ha chiarito che sia il verbale di assegnazione sia quello di chiusura vanno registrati (FAQ MIMIT n. 55), con numero di repertorio e di raccolta. A ogni fase si sommano onorario, registrazione e imposte.
Il funzionario camerale, invece, applica il tariffario della sua Camera: una cifra fissa per l’accesso con verbale, in orario d’ufficio, maggiorata fuori orario o nei pre-festivi e festivi. Alcune Camere di Commercio applicano anche sconti quando le estrazioni sono molte; Firenze, per esempio, riduce del 20% i corrispettivi oltre le cinque estrazioni, chiede 30 euro più IVA per ogni verbale aggiuntivo redatto nella stessa riunione e include il verbale di chiusura nella tariffa del primo accesso. Bologna non fa pagare il verbale di chiusura redatto in Camera se almeno un’assegnazione è avvenuta con il suo funzionario. Prima di scegliere, conviene chiedere al nostro studio [Contattaci]
Allora perché tanti scelgono il notaio?
Per i tempi. La Camera di Commercio deve nominare il funzionario e fissare l’appuntamento, e ogni sede ha le sue regole. La Camera delle Marche chiede la richiesta entro il quindicesimo giorno prima dell’assegnazione, quella di Cagliari-Oristano almeno venti giorni prima. Nella nostra esperienza alcune Camere ricevono solo di pomeriggio (a Roma il funzionario interviene dopo le 15.30, fuori dall’orario d’ufficio) e in diverse province del Sud, Napoli compresa, ottenere un funzionario è molto difficile.
Se la data dell’estrazione è stretta o nessun funzionario è disponibile, il notaio diventa la scelta più sicura.
Il rischio del verbale notarile “alleggerito”
Affidarsi al notaio funziona se il verbale viene redatto come prevede la legge: atto pubblico, iscritto a repertorio, registrato. Far firmare al notaio un semplice documento di estrazione, simile a un’autodichiarazione, senza repertorio, fa risparmiare,ma solo apparentemente.
Se il Ministero se ne accorge il verbale non è valido. Le conseguenze ricadono sull’azienda promotrice, anche quando l’errore è del soggetto delegato, e il notaio rischia un procedimento disciplinare davanti al proprio Ordine.
Come lavoriamo
Seguiamo le aziende in tutte le fasi dei concorsi e delle operazioni a premio. Per i verbali valutiamo la meccanica (estrazione, instant win, giuria, classifica), il numero di fasi, le date e la provincia. Poi scegliamo il garante: il funzionario della Camera di Commercio quando i tempi lo consentono, il notaio quando serve davvero. L’azienda sa in anticipo quanto spenderà e i verbali che reggono a qualsiasi controllo.
Stai organizzando un concorso a premi? Inviaci la tua idea e quando vuoi partire: ti diciamo quale garante conviene e quanto costerà, prima di redigere il regolamento. [Contattaci]
Domande frequenti sui verbali dei concorsi a premio
Chi deve redigere il verbale di un concorso a premi? Un notaio oppure il responsabile della tutela del consumatore e della fede pubblica della Camera di Commercio competente per territorio, o un suo delegato (art. 9 DPR 430/2001). La scelta giusta la suggerisce Miriam Forte & C. all’azienda promotrice.
Il verbale della Camera di Commercio vale quanto quello del notaio? Sì. Il DPR 430/2001 mette i due garanti sullo stesso piano, sia per l’assegnazione dei premi sia per la chiusura.
Quanto costa il notaio per un concorso a premi? Dipende dal numero di verbali e dallo studio notarile. Ogni verbale è un atto pubblico da repertoriare e registrare; per un concorso standard la spesa per ciascun atto può arrivare a 1.500-2.500 euro.
Quanto costa il funzionario della Camera di Commercio? Ogni Camera pubblica il proprio tariffario. In molte province la tariffa base per un accesso con verbale è intorno ai 330 euro più IVA nei giorni feriali, con maggiorazioni fuori orario, nei pre-festivi e nei festivi: in pratica circa 400 euro a verbale.
Nei concorsi instant win serve il notaio? Non al momento della vincita, che avviene in automatico. Il garante interviene per verificare il sistema e l’elenco dei vincitori, per le eventuali estrazioni di recupero dei premi non assegnati e per il verbale di chiusura.
Quanti verbali servono in un concorso a premi? Almeno due: uno per l’assegnazione dei premi e uno per la chiusura. Ogni estrazione o fase finale aggiuntiva richiede un verbale in più.
Con quanto anticipo va richiesto il funzionario camerale? Di norma tra 15 e 20 giorni prima dell’estrazione o della chiusura, secondo la Camera di Commercio. Prima di fissare le date nel regolamento, meglio rivolgersi a Miriam Forte & C..
Chi invia il verbale di chiusura al Ministero? L’azienda promotrice tramite il nostro studio.
Cosa succede se la chiusura non è regolare? Se dal verbale risultano violazioni nella consegna dei premi, il Ministero può incamerare in tutto o in parte la cauzione, che copre il 100% del valore dei premi. Se è tutto in ordine, la cauzione si svincola qualche mese dopo la trasmissione del verbale di chiusura.